da | Mag 8, 2026 | news

Si è svolto presso l’Inner Wheel Club di Trieste un intervento dedicato al tema della tutela della privacy e della sicurezza digitale, con focus sulle specifiche criticità che interessano la presenza femminile negli ambienti online.

L’incontro ha approfondito il progressivo aumento dell’esposizione informativa derivante dall’utilizzo quotidiano di piattaforme digitali, social network e strumenti di messaggistica.

I rischi della presenza femminile online

Fotografie, contenuti personali, dati di geolocalizzazione e conversazioni private costituiscono infatti una parte rilevante del patrimonio informativo individuale, frequentemente condiviso senza una piena percezione delle implicazioni in termini di sicurezza, controllo e circolazione dei dati.

Nel corso dell’intervento sono stati analizzati i principali profili di rischio che caratterizzano l’esperienza digitale femminile, tra cui:

  • maggiore esposizione a molestie online, contatti indesiderati e fenomeni di cyber harassment;
  • impatto reputazionale amplificato in caso di diffusione non autorizzata di contenuti personali;
  • più elevata vulnerabilità derivante dalla condivisione di informazioni a contenuto relazionale o privato.

È emerso come tali rischi si sviluppino lungo due direttrici complementari:
da un lato, la dimensione tecnico-informatica, relativa alla protezione dei dati personali, degli account e delle credenziali di accesso; dall’altro, la dimensione sociale e reputazionale, connessa alla gestione dell’identità digitale e delle interazioni online.

Social engineering e truffe emotive digitali

Particolare attenzione è stata dedicata ai fenomeni di social engineering e alle cosiddette truffe a contenuto emotivo, sempre più diffuse attraverso canali di messaggistica istantanea.

Tra i casi più frequenti, il noto schema fraudolento che simula comunicazioni familiari urgenti — ad esempio: “Mamma, ho rotto il telefono, questo è il mio nuovo numero” — finalizzate a ottenere trasferimenti di denaro mediante manipolazione psicologica e induzione all’urgenza.

L’analisi ha evidenziato come, in tali contesti, il fattore di rischio principale non sia rappresentato esclusivamente dalla vulnerabilità tecnologica, bensì dall’attivazione di meccanismi emotivi che riducono la capacità di verifica e valutazione critica.

Privacy, sicurezza e consapevolezza digitale

L’incontro si è concluso con una riflessione sul ruolo della compliance privacy e della consapevolezza digitale.
La tutela dei dati personali, pur trovando il proprio riferimento normativo nel Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), richiede infatti un approccio integrato che combini presidio normativo, misure di sicurezza e cultura digitale.

In un contesto di crescente digitalizzazione, la protezione delle informazioni personali rappresenta un elemento centrale nella salvaguardia dell’identità, della reputazione e della sicurezza individuale.